
Profilo / Marco Schippa
SANSOSTE
Digital artist e art director
Sono Marco Schippa, digital artist e art director. Con SANSOSTE porto avanti una ricerca sull’individuo, sulla materia digitale e sul modo in cui la contemporaneità trasforma la nostra percezione.
Le mie opere nascono da domande che riguardano il presente e la sua dimensione psicologica. Osservo il tempo che corre, il bisogno di fermarsi e il respiro come gesto di resistenza. Anche i conflitti entrano in questa ricerca attraverso le fratture che producono, le vite che interrompono e le assenze che lasciano. Non mi interessa stabilire chi vinca, ma chiedermi cosa possiamo ancora costruire insieme.
Mi interessa la natura circolare delle nostre azioni. Ogni pensiero diventa gesto, ogni gesto genera un’onda e ogni onda ritorna trasformata. Ciò che immaginiamo, scegliamo e attraversiamo non scompare. Continua a lavorare dentro di noi e finisce per modellarci.
Osservo la contraddizione degli strumenti digitali. Ci permettono di intraprendere viaggi infiniti restando immobili. Espandono i nostri orizzonti e restringono lo spazio reale. Ci connettono all’universale, mentre possono lasciarci sempre più soli nel particolare.
La sovrabbondanza di dati, notizie e stimoli produce quella che considero una forma di cecità cognitiva. Vediamo continuamente, ma comprendiamo sempre meno. La realtà si offusca sotto il peso delle immagini e diventa difficile distinguere ciò che ci informa da ciò che ci distrae o ci allontana.
Indago anche ciò che l’arte può diventare. Il digitale e gli agenti AI stanno aprendo prospettive visive e formali che non hanno ancora un linguaggio definito. Mi interessa sperimentare questi territori mentre prendono forma, interrogando i nuovi formati, il ruolo dell’autore e il significato stesso di opera. Che cosa chiamiamo arte oggi? Dove comincia e dove finisce un’opera digitale? È dentro queste domande che si muove la mia ricerca.
Il mio processo parte quasi sempre da una prova. Altero, scompongo, ricombino e torno sui miei passi. Uso anche l’intelligenza artificiale come strumento di ricerca, ma la scelta di cosa trattenere, trasformare o scartare resta il centro del mio lavoro.
Ogni progetto mette in relazione immagine, materia e percezione. Porto lo stesso metodo nella direzione artistica per brand e progetti culturali, costruendo linguaggi visivi capaci di appartenere al proprio contesto senza confondersi con ciò che esiste già.
TERRITORI DI RICERCA
01—03Individualità
01Indago la dimensione psicologica dell’individuo e le trasformazioni invisibili che ne modificano lo sguardo.
Contemporaneità
02Osservo il tempo presente, la sua velocità e le tensioni sociali che entrano nella nostra esperienza quotidiana.
Isolamento digitale
03Esploro la distanza che può nascere proprio dagli strumenti progettati per tenerci costantemente connessi.