SANSOSTE / Manifesto

SANSOSTE nasce da una riflessione sull’individuo dentro la contemporaneità. Le opere esplorano ciò che ci trasforma, le tensioni che abitano la nostra vita interiore e l’isolamento prodotto dagli stessi strumenti che promettono di tenerci connessi.

Manifesto SANSOSTE
01

Le mie opere partono da una riflessione sull’individuo e sul modo in cui la contemporaneità entra nella sua vita interiore. Osservo ciò che ci attraversa, ci trasforma e spesso ci disorienta. Non cerco risposte definitive. Provo a dare una forma visibile alle tensioni che abitano il nostro tempo.

02

Viviamo dentro un ritmo che consuma attenzione e pretende velocità, presenza e risposte continue. Fermarsi, respirare e ascoltare diventano gesti di resistenza. Anche il conflitto appartiene a questa ricerca, come frattura che attraversa le persone e lascia perdite che ci riguardano. Non si tratta di scegliere chi combattere, ma cosa siamo ancora capaci di costruire insieme.

03

Tutto è circolare. Ogni pensiero diventa gesto, ogni gesto genera un’onda e ogni onda ritorna trasformata. Ciò che immaginiamo, scegliamo e attraversiamo continua a lavorare dentro di noi. Le opere cercano di rendere percepibile questo movimento invisibile.

04

Gli strumenti digitali ampliano i nostri orizzonti e, nello stesso momento, restringono lo spazio che abitiamo. Possiamo viaggiare restando immobili, essere connessi a tutto e sentirci isolati nel particolare. In questa esistenza mediata, l’eccesso di immagini e informazioni può produrre una forma di cecità cognitiva. Vediamo continuamente, ma comprendiamo sempre meno.

05

Uso immagini, suono, movimento e intelligenza artificiale per esplorare questa condizione. L’AI non è il tema dell’opera e non sostituisce lo sguardo. È uno degli strumenti con cui altero, scompongo e ricombino la realtà. La scelta di cosa trattenere, trasformare o scartare resta un gesto umano e profondamente autoriale.