SFERE SOSPESE




Forme sferiche, anelli interrotti e volumi geometrici si incontrano in architetture dall’equilibrio incerto. Le superfici si aprono, si attraversano e si sostengono attraverso punti di contatto minimi. Ogni composizione suggerisce una diversa possibilità di tenere insieme peso e leggerezza, continuità e frattura.
SFERE SOSPESE esplora la tensione tra la solidità della materia e la precarietà delle relazioni che la organizzano. La curva incontra lo spigolo, un volume si inserisce nell’altro, una cavità diventa spazio di passaggio. Il vuoto partecipa alla costruzione quanto le parti visibili: separa, accoglie e rende possibile un equilibrio che sembra sempre sul punto di cambiare.
Le tonalità calcaree, i bruni e le superfici che evocano pietra e metallo ossidato conferiscono alle forme una presenza tattile. La luce ne rivela le asperità e divide i volumi in campi chiari e scuri, mentre le ombre li ancorano al piano. Ne nasce una contraddizione visiva: ciò che appare pesante e concreto sembra sottrarsi alle leggi che dovrebbero mantenerlo stabile.
La serie riflette sull’identità come costruzione aperta, composta da parti diverse, legami e mancanze. Anche le strutture più solide dipendono da ciò che le sostiene e dallo spazio che lasciano all’altro. La sospensione diventa così una condizione interiore: abitare un equilibrio provvisorio, accettando che la coerenza possa nascere dall’incontro tra differenze.