LA SOGLIA NON È UN LUOGO. È UN TEMPO.
Una figura attraversa un bosco che sembra esistere fuori dal tempo. Il volto cambia direzione, mentre il corpo rimane dentro la stessa immagine. L’abito, la vegetazione e lo sfondo si fondono fino a rendere incerto il confine tra figura e ambiente, tra presenza e memoria.
L’opera parte da un pensiero semplice. Alcuni passaggi non avvengono quando cambiamo luogo, ma mentre siamo ancora fermi. Esiste un tempo in cui la vecchia identità non ci corrisponde più e quella nuova non è ancora riconoscibile.
LA SOGLIA NON È UN LUOGO. È UN TEMPO.
La soglia non coincide soltanto con un punto da oltrepassare. È la durata stessa del passaggio. È il tempo in cui ciò che eravamo si allontana e ciò che diventeremo non è ancora visibile. Restare sulla soglia significa accettare questa incertezza e ascoltare ciò che sta cambiando dentro di noi. La trasformazione comincia prima del movimento, quando lo sguardo prende una direzione diversa e il mondo che conoscevamo inizia lentamente a mutare.